BigData? Anche no! Partiamo da POCHI ma UTILI

Forbes ha recentemente pubblicato una ricerca in cui ci informa che

OGNI MINUTO DI OGNI GIORNO, vengono caricati

48 ore di contenuti video su YouTube
Google riceve oltre 2 milioni di richieste
vengono inviati oltre 100.000 tweet
e vengono creati oltre 600 siti web.

Fa paura!

Questi sono DATI che vegnono memorizzati, classificati e monitorati… DA CHI?

A pensarci bene, quando si leggono queste notizie si ha sempre una sensazione di LONTANANZA, anche se noi siamo 10 di quei tweet o 100 di quelle richieste a Google.

A fatica riusciamo a vederci parte integrante dei BIGDATA…

Eppure le nostre aziende stanno affrontando, in piccolo, lo stesso incremento. Sempre Forbes prevede che i dati che verranno collezionati nelle aziende subiranno un incremento del 650% nei prossimi 5 anni!

Ma che ci facciamo di tutti questi dati?

Non occorre avere un progetto BIG DATA per ottenere informazioni dalle tecnologie che abbiamo già in casa, occorre un progetto di analisi.

Ad esempio, le organizzazioni IT possono utilizzare i  dati generati dai loro sistemi per prevedere potenziali violazioni alla rete aziendale; non pensate che qualcuno in azienda voglia essere avvisato se improvvisamente qualcuno scaricasse una grande quantità di dati dal CRM o dall’ERP?  Pensateci.

Dobbiamo SAPERE COSA FARE dei nostri dati, come renderli PROFICUI per l’azienda.

Rendere i nostri dati PARLANTI, UTILI e FRUIBILI, sarà il vero elemento differenziale per le aziende

Altrimenti i dati continueranno a crescere… in quantità, ma SENZA VALORE

 

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