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Truffe AI: 5 minacce sempre più credibili e come riconoscerle 

L’intelligenza artificiale sta rendendo le truffe online molto più difficili da riconoscere. Deepfake, identità sintetiche e messaggi estremamente personalizzati permettono ai cybercriminali di costruire attacchi credibili e sfruttare con sempre maggiore efficacia la fiducia degli utenti.  

Per le aziende, affidarsi soltanto alla capacità delle persone di individuare un’anomalia non basta più. Soluzioni di sicurezza come ManageEngine Log360 aiutano ad aumentare la capacità di difesa monitorando in tempo reale le attività della rete, correlando gli eventi e individuando comportamenti anomali e potenziali minacce. Ma quali sono le truffe basate sull’AI a cui prestare particolare attenzione nel 2026? 

Deepfake e false comunicazioni istituzionali 

Un volto conosciuto non è più garanzia di autenticità. I criminali possono manipolare video di politici o personaggi pubblici per promuovere falsi incentivi, investimenti o programmi governativi. Il sito collegato può apparire ufficiale, ma richiedere commissioni, dati personali o coordinate bancarie. La regola è semplice: verificare sempre l’informazione attraverso i canali istituzionali ufficiali.  

Profili professionali curati, immagini generate dall’AI e messaggi personalizzati possono trasformare una falsa offerta di lavoro in un’esca molto convincente. Il segnale d’allarme arriva quando vengono richiesti documenti d’identità, fotografie, pagamenti o informazioni sensibili attraverso canali non ufficiali. Prima di rispondere, è bene verificare sempre la posizione sul sito dell’azienda.  

Identità sintetiche contro i sistemi di verifica 

Volti e video generati artificialmente possono essere utilizzati per tentare di aggirare i controlli d’identità o impersonare un cliente. Una presunta banca, ad esempio, potrebbe chiedere di installare un’app, comunicare un codice OTP o seguire una procedura di verifica insolita. Paradossalmente, ciò che sembra un controllo di sicurezza può essere l’attacco stesso.  

L’AI consente di creare messaggi che sembrano collegati ai nostri acquisti reali: un cashback, un rimborso o un premio accompagnato da riferimenti apparentemente plausibili. Il fatto che il messaggio contenga informazioni corrette, però, non ne dimostra l’autenticità. Premi e rimborsi vanno controllati direttamente nell’app o nel sito ufficiale del venditore.  

Audio e video deepfake possono impersonare colleghi, manager o familiari. Immaginiamo una videocall in cui un responsabile chiede un trasferimento urgente verso un nuovo fornitore, citando persino informazioni reali sul progetto. In questi casi la conoscenza del contesto diventa parte dell’inganno: qualsiasi richiesta insolita deve essere verificata attraverso un secondo canale affidabile e seguendo le normali procedure autorizzative.  

La nuova regola: verificare prima di fidarsi. L’aiuto fondamentale di ManageEngine 

Con contenuti sintetici sempre più realistici, errori grammaticali, immagini imperfette o comportamenti strani non sono più indicatori sufficienti. È più efficace concentrarsi su ciò che ci viene chiesto di fare, soprattutto quando entrano in gioco urgenza, riservatezza, denaro o informazioni sensibili. Nell’era dell’AI, la fiducia può essere imitata. La verifica, invece, resta indispensabile.  

Affidarsi a ManageEngine significa dotarsi di strumenti capaci di aumentare la visibilità sugli eventi di sicurezza, individuare attività anomale e reagire più rapidamente alle potenziali minacce. Con soluzioni come ManageEngine Log360, le aziende possono monitorare e analizzare in tempo reale ciò che accade nella propria infrastruttura e rafforzare così la propria capacità di risposta. 

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